Giugno 27, 2022

COVID E SALUTE

La pandemia di COVID-19 ha portato con sé diverse problematiche. In Italia ha causato gravi danni economici, ha messo a dura prova le infrastrutture sanitarie nazionali e ha evidenziato molti problemi già presenti all’interno delle sopracitate infrastrutture. Le reclusioni forzate di questo ultimo anno e mezzo hanno causato diversi problemi fisici e hanno aumentato notevolmente lo stress degli Italiani.

La perdita del lavoro, l’incertezza del futuro, la paura per sé e per i propri cari, la lontananza dagli affetti, ma anche la semplice privazione della libertà di compiere le azioni più banali hanno avuto un impatto psicologico da non sottovalutare.  Affrontare queste emozioni che facilmente possono sfociare in disturbi più seri è essenziale: rivolgersi ad un supporto professionale è spesso la risposta che consente di elaborare preoccupazioni, ansie o addirittura vissuti traumatici, come quelli che molte persone oggi stanno vivendo.

La vita degli italiani è stata completamente stravolta dalla pandemia e dalle misure adottate per limitare il contagio, ma tutto questo sta avendo delle conseguenze, soprattutto nell’ambito della salute fisica. Insonnia, mal di testa, mal di stomaco, ansia, panico e depressione. Da quando è iniziato il lockdown, il 63% degli italiani ne soffre e si definisce “molto o abbastanza stressato, mentre il 43% è consapevole di vivere in “un livello massimo di stress”. Sono i risultati di un’indagine condotta dalI’ Istituto Piepoli e commissionata dal Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi.  Ma c’è anche una fascia di popolazione che ha ancora più bisogno di un aiuto.

L’Irccs Fondazione Stella Maris di Calambrone (Pisa) ha avviato uno studio, che coinvolgerà centinaia di famiglie, per valutare l’impatto che l’emergenza Covid-19 ha avuto sui bambini e sugli adolescenti con problematiche neuropsichiatriche, sia sul piano psicologico che sulla possibilità di proseguire almeno in parte le cure. Lo studio fa parte dell’inchiesta Eacd Covid-19 Survey-Families, promossa in questi giorni in più di 30 Paesi dalla European Academy of Childhood Disability, per comprendere l’impatto a breve e lungo termine del lockdown sui bambini e sui loro familiari rispetto alle loro condizioni di salute fisica, mentale, al loro stato finanziario, alle condizioni generali di vita ed alle possibilità di accesso all’istruzione e a trattamenti e servizi, alla disponibilità di determinati tipi di cure ed alla qualità di quelle fornite.

A rimarcare la necessità di una maggiore attenzione sull’impatto psicologico e relazionale della pandemia sulle giovani generazioni c’è l’indagine  Doxa che Telefono Azzurro ha commissionato per inquadrare e monitorare questi preoccupanti fenomeni. L’indagine è stata condotta da marzo a novembre 2020 con mille interviste settimanali che hanno coinvolto, in questo campione, 311 genitori con almeno un figlio minorenne.

Durante il lockdown, molti bambini e ragazzi sembrano aver sperimentato un senso di solitudine, a causa della chiusura delle scuole e in generale dell’impossibilità di uscire di casa: il 18% dei genitori riferisce una condizione di isolamento dei figli, percentuale che si attesta al 25% in presenza di figli preadolescenti. In linea con quanto riconosciuto nei figli, il 35% genitori è preoccupato rispetto alla perdita di occasioni di socializzazione per i figli con i compagni e gli amici. Lo sguardo verso il futuro diventa più critico quanto i figli entrano nella fascia degli adolescenti: il 24% dei genitori con figli adolescenti è spaventato all’idea che questi possano perdere la fiducia verso le possibilità future e il 21% che possano risentire delle difficoltà economiche.

I dati riferiti al Centro di Ascolto e Consulenza (La linea di Ascolto e Consulenza di Telefono Azzurro risponde 24 ore su 24 al numero 1.96.96 ndr.) dal 21 febbraio al 20 maggio 2020, indicano un incremento dei casi gestiti del 14%, con 799 casi di emergenza registrati, una media di 9 al giorno. Nei mesi di aprile e maggio si è riscontrato, rispetto all’anno precedente, un notevole aumento (+35%) dei casi gestiti dal Centro di Ascolto e Consulenza, con la maggior parte delle richieste provenienti dalla regione Lombardia (21,2%).

Di fronte a questa situazione non possiamo che augurarci che la campagna vaccinale possa quanto prima sortire i suoi effetti, in modo da permettere a tutti di riprendere in mano la propria vita e il proprio benessere.

Articolo scritto dagli alunni della classe 3X