Giugno 27, 2022

La pandemia ci ha colti tutti di sorpresa. Eravamo lì, con le nostre vite normali, la famiglia, gli amici, la scuola e le nostre passioni.

Sentivamo in tv che c’era un virus che stava colpendo la Cina nei giorni del loro Capodanno, ma ci sembrava così lontano da noi, fino a quando una sera di marzo, il presidente del consiglio è apparso sullo schermo con la faccia tesa e preoccupata per fare l’annuncio che avrebbe cambiato il corso della storia: dobbiamo stare a casa, “per riabbracciarci domani più forte di oggi”, ha detto.

Nessun abbraccio, nemmeno a casa, nemmeno a mamma e papà, a casa, senza amici, senza scuola, senza poter vedere nessuno per non rischiare di infettarci con un virus sconosciuto, potente e ancora senza cura.

Una sera abbiamo visto una fila enorme di camion dell’esercito carichi di dolore, e ci siamo sentiti impotenti. Ci dicevano “andrà tutto bene”, ma non ci abbiamo mai veramente creduto.

È una sensazione strana, difficile da spiegare, sembra di annegare nelle acque profonde e buie di un lago, mentre cerchi di reagire con tutte le tue forze e trovare un modo per risalire a galla, trovare un appiglio, una motivazione che ti riporti all’aria aperta e che ti faccia respirare…già che bel verbo, respirare. Abbiamo dovuto imparare a farlo portando la mascherina. Abbiamo anche imparato a farle in casa, da soli, le mascherine…dopo pochi giorni dall’allarme trovarle era impossibile, e quelle poche costavano troppo per chiunque. Anche il disinfettante in gel è diventato un bene di lusso, introvabile e caro quanto un profumo firmato.

Ci siamo attaccati ai nostri smartphone ma ci siamo sentiti sempre più soli ed isolati, e mentre noi abbiamo cercato la via di fuga, di risalire la corrente che ci spingeva verso il vuoto, qualcuno non ce l’ha fatta ed è stato risucchiato dal buio. Il fatto di non contrarre il covid, di proteggersi dalla polmonite non vuol dire salvarsi e restare sani…anche l’anima ha bisogno di essere protetta e di continuare a sperare per poter continuare a vivere quando tutto sarà finito. La pandemia è un’occasione per riflettere su noi stessi e su come vorremmo che fosse questo mondo che troppo spesso non va. La gente pare non fare altro che giudicare, puntare il dito, pugnalare l’altro alle spalle, quando sarebbe molto più semplice essere tutti amici, vivere senza aver paura di essere giudicati, comportarsi con lealtà ed onestà, costruire giorno per giorno una vita fatta di semplicità eppure di valori veri che si trasformano in fatti concreti.

Magari questa è l’occasione giusta per gettare il nostro cuore oltre l’ostacolo e correre a prenderlo superando l’ipocrisia, la falsità ed i limiti che ci poniamo. Guardiamo la realtà un po’ come facciamo con le foto su Instagram, ci mettiamo dei  filtri per farla sembrare più bella, perfetta, senza difetti, per nascondere ciò che non ci piace invece di lavorare per cambiare, raddrizzare quel che non ci piace, che non ci va.

Sappiamo che per raggiungere dei grandi traguardi bisogna fare qualche sacrificio, noi ne stiamo facendo tanti e allora chiediamo anche a voi “grandi”, adulti di fare qualche sacrificio con noi: vi chiediamo di essere sempre sinceri e dire sempre la verità, di incoraggiarci, di guidarci e di aiutarci nei momenti in cui ci sentiremo soli e un po’ persi. La vera lezione di vita della pandemia è la solidarietà: solo così “andrà tutto bene”.